risparmio

Buona sera amiche e amici!!

Vi ho già parlato del kakebo e oggi voglio farvi un mega regalone… un kakebo gratuito da scaricare e stampare!!
È stato creato appositamente per unamicaperlacasa.it!!
Curato nei minimi dettagli e studiato per essere utile, versatile e adattabile ad ogni esigenza!!

Vi presento… rullo di tamburi…
AMIKAKEBO, l’agenda amica del risparmio!!

Ma, bando alle ciance, vi spiego subitissimo come funziona!!

Piano mensile

Questo è il modulo mensile, da stampare uno per ogni mese.

amikakebo_piano_mensile1

1 Amikakebo è un agenda perenne, quindi per aggiornare il modulo mensile, si deve innanzitutto segnare il mese in cui andremmo ad utilizzare il modulo.

2 PROMEMORIA: questa è la colonna calendario, per segnare scadenze di bollette, rate, mutuo, compleanni, anniversari, scadenze di tasse varie e tutto ciò che comporta una spesa e va tenuto sotto controllo.
E’ buono segnare in anticipo queste scadenze e controllarle il mese prima in modo da potersi organizzare eventualmente mettendo da parte la somma che ci occorre per affrontare le spese.

3 ENTRATE: in questa colonna andremmo a segnare tutte le entrate del mese corrente. Se le conosciamo in anticipo le segneremo ad inizio mese, se prendiamo uno stipendio fisso ma non conosciamo l’importo preciso, possiamo mettere quello della busta paga precedente e aggiornare l’importo al ricevimento della busta paga del mese in corso. Se non abbiamo entrate fisse possiamo segnare gli importi man mano che li riceviamo o segnare un importo ipotetico in base al totale del mese precedente, oppure mettere via tutte le entrate e segnarle come importo totale nel mese successivo. In oltre, in questa colonna segneremo entrate extra date da regali di compleanno, buoni pasto, vendita di un oggetto, vincite…etc..

3A Nella casella del fondo scriviamo l’importo totale delle nostre entrate.

4 USCITE FISSE: Questa è la colonna per segnare tutte le uscite fisse, mutuo, affitto, rate varie, bollette di luce, gas, acqua, abbonamenti ai mezzi di trasporto (se non sono occasionali), abbonamento del telefono fisso e mobile. Insomma, tutte quelle spese di cui conoscete più o meno l’importo e che vanno affrontate tutti i mesi senza fare eccezioni. possiamo anche “rateizzare” gli importi di quelle spese che affrontiamo poche volte all’anno in modo da facilitarne la gestione. Ad esempio l’assicurazione auto che va pagata una o due volte all’anno, dividiamo l’importo per 12 o 6 mesi e mettiamo da parte tutti i mesi l’importo rateizzato in modo da avere la cifra intera quando arriverà il momento di pagare l’assicurazione e non dover tirare fuori un importo eccessivo tutto in una volta.

4A Nella casella del fondo segniamo la somma di tutte le uscite fisse.

5 BUDGET: In questa mezza colonna segniamo gli importi che vorremmo destinare alle varie spese da affrontare durante il mese. Ad esempio potremmo stabilire un budget per la spesa alimentare, uno per i prodotti di igiene, un budget per lo shopping di vestiti, uno per le spese al bar. Stabilire dei budget per le varie spese che facciamo abitualmente ci aiuterà a tenere sotto controllo le uscite in maniera più precisa.

5A Segniamo l’importo totale di tutti i budget.

5B OBIETTIVI questa metà colonna serve per annotare ciò che abbiamo intenzione di risparmiare e in che modo vogliamo farlo. Ad esempio mettendo semplicemente da parte dei soldi appena riceviamo lo stipendio, o rinunciando ad una spesa che riteniamo superflua. Segniamo le nostre intenzioni di risparmio e, se possiamo,  mettiamo via subito l’importo prestabilito. andiamo a rileggere queste annotazioni durante la settimana così l’impegno diventerà più serio!

5C Segniamo la somma degli obbiettivi di risparmio.

5D In questa casella scriviamo il totale dei budget più gli obbiettivi

6 SPESE DEL MESE: questa colonna è da aggiornare alla fine di ogni settimana con l’importo totale di tutte le spese affrontate durante la settimana (escludendo le spese fisse che abbiamo già segnato nella colonna 4)
Scriviamo ogni settimana l’importo che abbiamo utilizzato per le varie spese.

6a In questa casella, a fine mese, scriviamo la somma di tutti gli importi delle settimane in questo modo avremmo il totale speso durante tutto il mese.

7 E ALLA FINE… : questa colonna serve per fare un resoconto del mese appena passato, scrivere in cosa si può migliorare, quali spese vanno riviste, se siamo riusciti a rimanere nei vari budget e se abbiamo conservato la somma prevista negli obiettivi, vi consiglio di scrivere anche frasi incoraggianti che aiutano a migliorare!

7A: In questa casella segniamo la cifra che ci è rimasta a fine mese, ovvero il nostro effettivo risparmio!

le caselle 3A, 4A, 5D, 6A e 7A, formano un calcolo:
Le entrate (3A) meno le spese fisse (4A) danno come totale una cifra (5D) che è la somma del budget più il risparmio. Questo importo (5D), sottratto alle spese effettuate durante il mese (6A) ci da come risultato quello che ci è rimasto alla fine del mese (7A).

Piano settimanale

Ora vi spiego come funziona il cuore dell’amikakebo, ovvero, il piano settimanale, un modulo che va aggiornato costantemente giorno per giorno segnando gli importi rigorosamente a mano, perché e segnare su carta che rende il kakebo efficace, è il segnare a mano che ci rende consapevoli del nostro andamento economico.

Ecco il piano settimanale, ne stampate tanti quante sono le settimane presente nel mese che andrete a rendicontare.amikakebo_piano_settimanale1

Per praticità, l’amikakebo è stato creato con piani settimanali che iniziano il lunedì e finiscono la domenica.

1 Per una migliore gestione dell’amikakebo, in questo spazio, andremmo a segnare il mese al quale si riferisce  il piano settimanale che stiamo compilando.

2 Questo spazio segniamo la settimana del mese al quale si riferisce il piano settimanale che stiamo compilando.

3 VOCE: In questa riga segniamo tutte le voci inerenti al nostro menage familiare.
Abbiamo a disposizione otto colonne per suddividere le nostre spese in otto voci.
Una volta deciso come vogliamo catalogare le nostre spese, segniamo in cima ad ogni colonna il nome della voce inerente alla spesa.
Un’idea su come suddividere le spese potrebbe essere questa:
-Spese di sopravvivenza (alimentari, prodotti per la pulizia della casa, prodotti per la cura della persona, spesa carburante, farmacia, spese per figli… )
-Optional (tutte le spese non necessarie, quindi bar, ristorante, discoteca, tabacco… )
-Cultura (libri, musica, cinema, giornali… )
-Extra (tutte le spese necessarie ma non abituali quali regali, riparazioni di casa e macchina, arredamento, viaggi… )
-Accantonamenti (utilizziamo una colonna per segnare tutti i soldi che stiamo accantonando con un’ assicurazione, col piano delle 52 settimane, o mettendo semplicemente nel salvadanaio…)
Possiamo utilizzare le colonne restanti per segnare spese specifiche (la sola spesa alimentare, il tabacco, il carburante o qualunque altra spesa che vogliamo tenere sotto controllo).

4 BUDGET: Avere un budget per ogni voce ci aiuta a migliorare le nostre uscite, assegnando un budget indicativo per le varie voci, riusciremo a gestire meglio le nostre finanze: Assegnare un Budget ci aiuta a spender meglio i nostri soldi!

5 TOTALI: in questa colonna segniamo tutti i totali
La prima casellina è per il totale dei vari budget che abbiamo a disposizione, se abbiamo fatto bene le suddivisioni, deve coincidere con la casella 5A del modulo mensile.
Le altre caselle dei totali 
 sono le somme delle spese fatte ogni giorno.
Quindi nella prima casella grande è il totale speso lunedì, la seconda il totale di martedì e così via fino alla domenica.

6 MOVIMENTI CARTE: Questa colonna è un promemoria per segnare tutte le volte che utilizziamo una carta di credito, un bancomat o facciamo un pagamento on line.
Come potete notare è separata del resto del piano settimanale perché non va sommata alla settimana, ci serve solo per tenere traccia dei movimenti che facciamo senza l’utilizzo di contanti.
A fine colonna c’è un riquadro per segnare il totale di tutti i movimenti. Questo può essere utile specialmente se utilizzate carte di credito per tenere sotto controllo l’importo che verrà sottratto dal conto corrente nel mese successivo.
Gli importi che scriverete in questa colonna dovranno comunque essere riportati anche nel piano settimanale sotto la voce corrispondente alla spesa effettuata.

7 HO SPESO: In questa riga segniamo il totale speso per ogni voce. È un totale da fare a fine settimana e ci aiuta a capire se stiamo spendendo troppo per una determinata voce o se sta filando tutto liscio.

8 MI RESTA: In queste caselle segniamo il budget che ci rimane a disposizione a fine settimana per ogni voce.
Ad esempio, se a inizio mese abbiamo stabilito 500€ per gli alimentari, in settimana abbiamo speso 100€ per questa categoria, ci rimarranno 400€ a disposizione per il resto del mese.
Questo importo lo segneremo nella casella 4 della settimana successiva nella voce prestabilita.
E così per ogni voce che abbiamo.

E ora non ci resta che aprire l’ amikakebo (cliccate sulla voce), stamparlo e …buon risparmio a tutti!!

E se volete imparare ad utilizzare meglio il kakebo e confrontarvi con altri kakebisti, unitevi al gruppo Kakebo Italia: impariamo a risparmiare

 

Care amiche, oggi vi parlo di Kakebo.
Ebbene si, anche io contagiata da questa “moda”.

Per chi non lo sapesse, il Kakebo è un’agenda che serve a tenere i conti di casa.
Lo strano nome è dovuto al fatto che questo libro è giapponese.

Un po di storia:

Il Kakebo nasce in Giappone agli inizi del 1900, fu Motoko Hani ad inventarlo, una donna rivoluzionaria e nonostante siano passati oltre 100 anni, continua ad essere uno strumento utilizzatissimo da milioni di giapponesi e un numero sempre maggiori di italiani.
Si, si, lo so a cosa state pensando “perchè spendere soldi per un agenda quando si può tranquillamente tenere i conti su un semplicissimo foglio excel?”

Quello che rispondo sempre a tutti coloro che mi fanno questa domanda è: “In Giappone, la terra della tecnologia, dove agende elettroniche e pc vengono consumati come il pane (anzi… come il riso), si continua ad usufruire di carta e penna per tenere i conti e se lo fanno loro, che hanno tutta la tecnologia a disposizione, ci sarà sicuramente un motivo valido!”

Ed in effetti la spiegazione è scritta proprio sul retro della copertina del Kakebo
la sola azione di trascrivere le spese e i guadagni entro schemi ordinati, genera consapevolezza e assicura un risparmio automatico del 35%

Scrivere rende consapevoli:

Chi non lo usa potrà storcere il naso, ma vi garantisco che scrive a mano le entrate e le uscite, rende davvero più consapevoli.
È come quando a scuola si prendono appunti e una volta tornati a casa si trascrivono in bella, perché lo si fa? È un modo per memorizzare e assimilare meglio la lezione.
Tutti noi sapiamo come spendiamo i soldi, ma vederlo nero su bianco assume tutto un’altro aspetto e vedere a fine settimana quando abbiamo speso per una determinata voce, può davvero sorprenderci (delle volte pure spaventarci!) per non parlare di quando tiriamo le somme a fine mese!!

Cos’ha di speciale il kakebo?

In realtà non ha nulla di particolare, anzi, è molto semplice da utilizzare è forse è proprio questo che lo rende speciale, che nella sua semplicità, funziona!
Ogni mese inizia con una tabella da compilare con le entrate e le uscite fisse, facendo la differenza tra queste due voci si ottiene l’importo disponibile per il mese, sembra sciocco, ma sapere con esattezza quanto si ha a disposizione per il mese aiuta tantissimo!!
C’è anche un riquadro che potrebbe sembrare di poco conto ma che io trovo utilissimo, è uno spazio nel quale scrivere obbiettivi e promesse da mantenere durante il mese. Scrivere una promessa o porsi degli obbiettivi e metterlo nero su bianco, ci fa prendere l’impegno con maggiore serietà.
A seguire c’è la tabella per segnare le spese settimanali, suddivisa in sette colonne (i giorni della settimana) e 4 righe (che sono le 4 macro categorie) e a fine mese si fanno i conti.
Si può constatare se ci sono state spese eccessive che potrebbero essere diminuite, e c’è il riquadro per il resoconto degli impegni presi a inizio mese.
Insomma, è un agenda strutturata davvero bene, contiene anche utili consigli per imparare a mettere via qualche risparmio.

Mi sono bastati due giorni per apprezzare i benefici del Kakebo:

Ho comprato il primo kakebo a dicembre 2014 per poterlo usare nel 2015.
Iniziato l’anno ho cominciato a segnate tutte le spese.
Il primo giorno era un venerdì, non ho cambiato le mie abitudini e ho fatto la spesa come era mio solito fare, ad esempio andando in panetteria due volte al giorno.
La mattina a comprare del pane e visto che c’ero, pure qualche altra cosuccia da sgranocchiare.
Nel pomeriggio mi accorgevo che il pane era finito e facevo nuovamente un salto in panetteria.
Rientrata a casa ho segnato le spese sul kakebo… 9€ in panetteria
il secondo giorno: stessa storia… 6+4€ in panetteria

Avete letto bene, in due giorni avevo speso ben 19€ in pane!!
Questo mi ha fatto riflettere molto, sapevo benissimo che era mia consuetudine andare in panetteria due volte al giorno e sapevo anche che ogni volta che andavo spendevo circa 5€… ma vederlo scritto mi ha davvero scioccato!
La consapevolezza dell’eccessiva spesa in panetteria, mi ha permesso di modificare le mie abitudini per cominciare subito a risparmiare.
Ho cominciato coll’andare in panetteria a giorni alterni e comunque mai due volte in uno stesso giorno.
Nelle tre settimane successive ho speso in totale solo 10€ di pane… lo shock iniziale ha dato i suoi risultati!

Non demordo:

Dopo l’entusiasmo iniziale, purtroppo ho mollato il tiro e ho cominciato a non segnare più nulla e in breve ho abbandonato il Kakebo.
Ma, consapevole di non essere mai stata una brava amministratrice delle finanze di casa, con l’anno nuovo ho pensato che sarebbe stato utile riprendere in mano la situazione e così, a dicembre 2015 ho ordinato il nuovo Kakebo e a gennaio 2016 ho ripreso a tenere i conti di casa!

Imparare a risparmiare:

Questa volta sono davvero intenzionata a migliorare e sentendo il bisogno di confrontarmi con altre persone che hanno la mia stessa esigenza di migliorare la gestione delle finanze casalinghe e magari riuscire anche a mettere via qualche risparmio, ho deciso di aprire un gruppo su facebook “Kakebo Italia: impariamo a risparmiare“.
La pagina ha avuto subito un discreto successo e in due giorni abbiamo raggiunto i 500 membri.Il confronto è davvero utile, ci si scambiano tanti “trucchetti” per risparmiare e ci si incoraggia a vicenda per migliorare sempre di più.

Dove trovare il Kakebo?

Avevate già sentito parlare del Kakebo ma non sapete dove trovarlo?
Non avevate mai sentito nominarlo ma vi ho incuriosito e vorreste provarlo pure voi ma non avete idea di dove acquistarlo?
Essendo un libro/agenda, lo si trova facilmente in libreria e ovviamente non avrete difficoltà a trovarlo on-line.
Ma se amate come me acquistare “dietro casa”, potete chiederlo nella vostra cartoleria di fiducia, se il cartolaio è in gamba ve lo ordinerà senza problemi (ormai tutti i rifornitori lo hanno).

 

Care amiche,
quante volte ci capita di voler togliere l’etichetta da un barattolo o un bicchiere che in precedenza conteneva un alimento?
A me capita spesso, sia con i mitici bicchieri della nutella, che con i semplici barattoli di sottacetti o sughi pronti (ebbene si, ogni tanto compro sughi pronti, mi salvano dai pranzi last minut o quando non ho proprio idee o tempo a disposizione).

Ma torniamo a noi e alle etichette e i residui di colla che rimangono sul barattolo nel tentativo di ripulirlo.

Colla idrosolubile e liposolubile

Innanzitutto dobbiamo sapere che esistono due tipi di colle utilizzate per attaccare le etichette.

-Colla idrosolubile: che si scioglie con l’acqua.
-Colla liposolubile: che si scioglie con una sostanza grassa.

Visto che difficilmente possiamo sapere con quale tipo di colla è stata incollata l’etichetta che dobbiamo togliere, il primo tentativo che andiamo a fare è quello più semplice, cioè, cercare di togliere l’etichetta con l’acqua!

Primo tentativo

-Prendiamo un contenitore abbastanza capiente, riempiamolo d’acqua calda e immergiamo totalmente il barattolo.
Lasciamo in ammollo 10/15 minuti (se necessario lasciamo anche di più), se la colla utilizzata è idrosolubile l’etichetta si scollerà completamente da sola, senza nessuna fatica. (i barattoli e i bicchieri di nutella hanno le etichette con colla idrosolubile!!)
Basterà una successiva lavata classica con spugna e detersivo e ogni leggero residuo di colla andrà via.

Piano B

Se notiamo che l’etichetta non si scolla facilmente nonostante sia rimasta in ammollo in acqua calda, molto probabilmente la colla usata è di tipo liposolubile.
In questo caso procediamo così:
-Cerchiamo di staccare più carta possibile aiutandoci col dorso di un coltello (evitiamo di farlo con la spugna altrimenti si imbratterà di carta)
Prendiamo un batuffolo di cotone o un vecchio strofinaccio e imbeviamolo con abbondante olio da cucina (che sia d’oliva o di semi no ha importanza), a questo punto strofiniamo sulla colla, noteremo che in breve tempo la colla comincerà a staccarsi dal barattolo, se è necessario prendiamo un nuovo batuffolo di cotone e altro olio e continuiamo finché la colla non sarà andata via del tutto.
Per eliminare l’olio dal barattolo procedere al lavaggio tradizionale con spugna e detersivo.

Tutto chiaro?

Ricapitolando, prima proviamo con acqua calda e se l’etichetta non si toglie col primo tentativo, procediamo col piano B utilizzando semplice e comunque olio alimentare!

Tutto qui, nulla di più semplice, senza usare sostanze tossiche come acetone, trielina, benzina… assolutamente nulla di tutto ciò!!
I barattoli di alimenti che vogliamo riciclare, non hanno bisogno dell’utilizzo di sostanze tossiche per essere ripuliti dalle etichette.

Care amiche, conoscete la Citrosodina?
Quei granuli effervescenti che favoriscono la digestione.

Parrebbe impossibile fare la Citrosodina in casa ed effettivamente non possiamo rifare i caratteristici granuli, ma possiamo prendere gli ingredienti ed ottenere lo stesso identico risultato, lo stesso identico beneficio, lo stesso identico sapore e un risparmio assicurato, infatti ciò che ci serve per rifarla lo abbiamo in casa praticamente a costo zero.

Leggiamo gli ingredienti

Gli ingredienti della Citrosodina originale sono:

-Saccarosio: ovvero zucchero
-Sodio bicarbonato: quello che conosciamo tutti come “bicarbonato di sodio” o più semplicemente “bicarbonato”
-Acido citrico: sostanza contenuta nel limone
-Colorante E132: è un colorante sintetico che non ha nessuna utilità ai fini della digestione, serve solo a dare quel bel colore -bianco ghiaccio alla Citrosodina.

Come possiamo notare i tre ingredienti principali: zucchero, bicarbonato e limone, si trovano nelle dispense di tutte le case!

Fare la Citrosodina in casa è quindi semplicissimo!!

Facciamo la Citrosodina in casa!

Prendiamo il succo di mezzo limone piccolo e lo versiamo in mezzo bicchiere d’acqua, aggiungiamo un cucchiaino di zucchero, anche se non è indispensabile ma serve a rendere più gradevole la soluzione, si mescola per far sciogliere lo zucchero e poi si aggiunge poco meno di mezzo cucchiaino di bicarbonato di sodio, a questo punto la soluzione comincerà a frizzare parecchio, lasciamo che si abbassi la schiuma e buttiamo giù l’intruglio miracoloso!

Burp!

Buona digestione a tutti!

Pronti, partenza… risparmio!

Risparmiare sul detersivo per i piatti?
Si può, ecco come faccio io!

Da un flacone ne ottengo due!

Il piccolo chimico che e’ in me:

È davvero semplice ottenere il doppio del detersivo, per fare questo esperimento occorre:
– un flacone di detersivo per piatti (pieno di detersivo)
– un flacone vuoto (con lo stesso volume di quello pieno)
– boccale o un contenitore (con volume uguale o superiore a quello dei flaconi di detersivo)
– bicarbonato di sodio
– un cucchiaio per mescolare
– acqua di rubinetto (lo stesso volume del flacone di detersivo)

Riempio d’acqua il flacone vuoto e verso l’acqua nel boccale o in un contenitore (questo primo passaggio mi serve per avere la quantità d’acqua giusta e necessaria al procedimento)
Verso metà del detersivo per piatti nel flacone vuoto in modo da avere in tutti e due i flaconi la stessa quantità di detersivo per piatti.
Nel boccale dove ho versato l’acqua aggiungo due cucchiai colmi di bicarbonato (un cucchiaio per ogni mezzo litro d’acqua all’incirca, i flaconi di detersivo per piatti solitamente sono da 750 ml o da 1 lt, uso due cucchiai di bicarbonato in tutti e due i casi)
Mescolo il bicarbonato finché non si scioglie completamente, è indispensabile sciogliere il bicarbonato in acqua perché se messo direttamente nel detersivo ha difficoltà a sciogliersi.
A questo punto lo verso nei flaconi fino a riempirli entrambi completamente.
Chiudo i flaconi e agito per bene in modo da mescolare detersivo e acqua.
In pochi secondi la miscela diventerà più densa e assomiglierà parecchio alla consistenza del detersivo per piatti iniziale.

Esperimento riuscito!

Questa diluizione mi permette di ottenere il doppio del detersivo quasi a costo zero con un risparmio notevole!
Infatti acqua di rubinetto e bicarbonato hanno un costo davvero irrisorio.
Se avessi diluito con sola acqua avrei ottenuto un detersivo molto liquido e poco sgrassante, è infatti l’aggiunta del bicarbonato il segreto per ottenere un detersivo denso, molto sgrassante e deodorante!

Buon risparmio, amiche mie!