cucina

Ciao amiche, oggi vi racconto la storia di un secchio di limoni…
Perché “un secchio”?
Perché erano così tanti che per portarli via sono stati messi dentro ad un vecchio secchio di vernice, quelli classici da 14 litri.

Se vi regalassero un secchio di limoni enormi e assolutamente non trattati, la prima cosa che pensereste di fare è un ottimo limoncello!!

Limoncello fatto in casa

È quello che ho fatto qualche anno fa, quando un collega di mio marito ci ha regalato un secchio di limoni del suo giardino, enormi e profumatissimi, con la buccia sanissima e assolutamente non trattata, non potevo che approfittarne per farci un bel limoncello, così li ho pelati tutti col pelapatate e ho seguito la ricetta del limoncello di Giallozafferano.

Come conservare il succo di limone

Ma, che fare con tutti quei limoni pelati? Dovevo utilizzarli il prima possibile o si sarebbero marciti.
Mia mamma usa spremere i limoni e congelare il succo con le apposite bustine per creare i cubetti di ghiaccio.
Così all’occorrenza prende i cubetti e li utilizza nel té o nelle pietanze che hanno bisogno di succo di limone.

Sciroppo di limone

Io volevo fare qualcosa di diverso dai cubetti di ghiaccio, così ho preparato dello sciroppo di limone.
Ho spremuto tutti i limoni pelati, ho filtrato il succo, l’ho pesato e l’ho messo in un pentolino con pari peso di zucchero.
Acceso il fuoco ho mescolato finché lo zucchero non si è completamene sciolto e lo sciroppo ha cominciato a sobollire.
ATTENZIONE: lo sciroppo non deve bollire altrimenti lo zucchero contenuto si caramellizza e il gusto tende all’amarognolo.
Ho versato lo sciroppo in barattoli precedentemente sterilizzati (come si fa con la marmellata) e ho chiuso col loro tappo, in pochi secondi hanno fatto il sottovuoto e li ho potuti conservare.
Lo sciroppo così conservato dura anche un anno, ma ovviamente io l’ho finito prima che potesse scadere 😀

 

Gli utilizzi dello sciroppo di limone

L’utilizzo principale è nella preparazione di dolci, nell’impasto della torta, nella crema pasticcera, nella pasta frolla, nelle meringhe, bastano alcuni cucchiai per profumare di limone i vostri dolci.
Diluito in acqua per bagnare il pan di spagna.
Ma è ottimo anche per preparare limonate istantanee, due o tre cucchiai in un bicchiere d’acqua fresca liscia o frizzante e la limonata è pronta.
Un cucchiaino nel tè o nella tisana.
Insomma, lo sciroppo di limone è davvero versatile!

Scorze candite di limone

Dopo un mese a macerare nell’alcool, ho tolto le scorze di limone per proseguire con la preparazione del limoncello, ma era un peccato buttare via tutte quelle scorzette.
Che farne?
Erano diventate coriacee, durissime e secche e nonostante fossero quasi prive di colore e olio essenziale, continuavano ad essere profumatissime.
Ho deciso quindi di candirle.
Le ho tagliate a striscioline, messe in uno sciroppo d’acqua (acqua e zucchero in parti uguali) e lasciate sobollire per ammorbidirsi, dopo alcuni minuti le ho tolte e passate nello zucchero semolato in modo che si ricoprissero completamente di zucchero e non rimanessero appiccicose.
Spettacolari da mangiare come caramelle, ma ottime anche da sminuzzare e aggiungere nell’impasto di dolci.

E la polpa e i semi?

Quelli li ho gettati nel secchio del compost 😉

Pronti, partenza… risparmio!

Risparmiare sul detersivo per i piatti?
Si può, ecco come faccio io!

Da un flacone ne ottengo due!

Il piccolo chimico che e’ in me:

È davvero semplice ottenere il doppio del detersivo, per fare questo esperimento occorre:
– un flacone di detersivo per piatti (pieno di detersivo)
– un flacone vuoto (con lo stesso volume di quello pieno)
– boccale o un contenitore (con volume uguale o superiore a quello dei flaconi di detersivo)
– bicarbonato di sodio
– un cucchiaio per mescolare
– acqua di rubinetto (lo stesso volume del flacone di detersivo)

Riempio d’acqua il flacone vuoto e verso l’acqua nel boccale o in un contenitore (questo primo passaggio mi serve per avere la quantità d’acqua giusta e necessaria al procedimento)
Verso metà del detersivo per piatti nel flacone vuoto in modo da avere in tutti e due i flaconi la stessa quantità di detersivo per piatti.
Nel boccale dove ho versato l’acqua aggiungo due cucchiai colmi di bicarbonato (un cucchiaio per ogni mezzo litro d’acqua all’incirca, i flaconi di detersivo per piatti solitamente sono da 750 ml o da 1 lt, uso due cucchiai di bicarbonato in tutti e due i casi)
Mescolo il bicarbonato finché non si scioglie completamente, è indispensabile sciogliere il bicarbonato in acqua perché se messo direttamente nel detersivo ha difficoltà a sciogliersi.
A questo punto lo verso nei flaconi fino a riempirli entrambi completamente.
Chiudo i flaconi e agito per bene in modo da mescolare detersivo e acqua.
In pochi secondi la miscela diventerà più densa e assomiglierà parecchio alla consistenza del detersivo per piatti iniziale.

Esperimento riuscito!

Questa diluizione mi permette di ottenere il doppio del detersivo quasi a costo zero con un risparmio notevole!
Infatti acqua di rubinetto e bicarbonato hanno un costo davvero irrisorio.
Se avessi diluito con sola acqua avrei ottenuto un detersivo molto liquido e poco sgrassante, è infatti l’aggiunta del bicarbonato il segreto per ottenere un detersivo denso, molto sgrassante e deodorante!

Buon risparmio, amiche mie!

Tutto ruota attorno al lavello

Era una mattina, e misi in pratica il primo Baby step del metodo FlyLady, lavai il lavello a fondo e riuscii a mantenerlo pulito tutta la giornata (e per molti giorni successivi).

Saltò un po fuori il mio perfezionismo, ma ero troppo felice del mio lavello splendete e della nuova vita che avevo iniziato che non volevo rovinare nulla.
Ogni tanto entravo in cucina e mi “specchiavo” nel mio lavello, ero così fiera!
Poi passò il tempo, il perfezionismo lasciò il posto alla procrastinazione e il lavello tornò come prima.
Dopo che si fanno tutti i baby step e si capiscono un sacco di cose utili, ci si sente più sicure e si comincia a sottovalutare qualcosa… io sottovalutai l’importanza del primo baby step testando come il lavello caotico si ripercuote negativamente su tutta la casa.

Perché proprio dal lavello?

La cucina è il posto che frequentiamo di più durante una giornata, ci entriamo 3 volte per i pasti principali, almeno 4 volte per bere l’acqua, 2 o 3 volte (nel mio caso anche 5 😛 ) per fare il caffè, 2 volte per gli spunti, insomma, entrare in un posto caotico 12 volte al giorno, non può che apportare effetti negativi, non può trasmettere serenità, ma solo ansia e malumore e questo ci impedisce di essere produttive anche nel resto della casa.
La stanza degli orrori possiamo evitarla, la camera da letto pure, ma la cucina no! E se ogni volta che entriamo la vediamo sottosopra, è demoralizzante.
Ok, ho capito che il lavello splendente è di fondamentale importa ma, come mantenerlo pulito in maniera Fly?

Nei mie ricordi da casalinga deragliata, quando non riuscivo a stare dietro al bucato, mi pareva di avere sempre un mucchio di roba da lavare, avviavo la lavatrice quasi ogni giorno ma avevo sempre il cesto del bucato pieno, anzi, trasbordante!
E questo perché in realtà non la lavavo! O meglio, avviavo la lavatrice ma non stendevo, così dovevo riavviare la stessa lavatrice per alcuni giorni di seguito, in pratica era come se non lavassi affatto.

Stessa cosa vale per il lavello, ho capito il motivo per cui avevo sempre la cucina sottosopra e mi pareva di avere stoviglie infinite da lavare.
Lavavo giusto il necessario e il resto spesso lo trascuravo trovandomi stoviglie sporche anche di giorni (grosse pentole, mestoli vari, qualche bicchiere)
Se lasciavo i piatti del pranzo, me li ritrovavo con quelli della cena e sembravano infiniti, così lavavo solo una parte, quella più urgente e il resto lo rimandavo al giorno dopo tornando punto e a capo: un mucchio di stoviglie sporche ad ogni ora del giorno.

Come riuscire a tenere il lavello sempre splendente

Lo so, ora dirò una banalità, ma se laviamo subito le stoviglie che usiamo (almeno nei pasti principali: colazione pranzo e cena) non ci ritroveremo col lavello sommerso da piatti sporchi che poi invadono il resto della cucina perché, diciamolo, mica ci sta tutto nel lavello, vogliamo parlare della cucina a gas perennemente invasa da pentole usate e ovviamente sempre sporca perché finché non la liberiamo non possiamo pulirla per bene?
Altra scoperta, se associamo l’organizzazione pasti al mantenimento del lavello pulito, otterremo risultati sorprendenti 😀
Mi spiego meglio: se preparo pranzo e cena last minut, ho giusto il tempo di cucinare e mettere subito in tavola, cosi dopo il pasto avrò tutto da lavare, sia le stoviglie usate a tavola che quelle usate per cucinare.
Se invece so per tempo cosa devo cucinare, posso avviare il pranzo (o la cena) in anticipo e riesco a lavare qualche stoviglia prima ancora di mettere in tavola i pasti.
Ieri ad esempio ho preparato tutto per tempo e quando ho chiamato la famiglia per cenare, c’è voluto qualche minuto prima che arrivassero tutti, in quei minuti son riuscita a lavare le pentole e a pulire la cucina a gas (in vita mia non ero mai riuscita a pulire la cucina PRIMA di sedermi a tavola!!!)
Dopo cena avevo solo le stoviglie usate a tavola, mi ci è voluto un attimo a sistemare e questo perché il grosso lo avevo fatto prima senza nemmeno accorgermene!!

Insomma, tutte ovvietà che ho capito essere importanti solo sbattendoci il muso 😉 e che spero di non sottovalutare più 😀

So già che perderò il controllo, so già che di tanto in tanto mi ritroverò con la cucina nel caos, ma ora ho capito come fare ad uscirne senza scoraggiarmi.
Ora mi sembra più facile risalire a bordo!!
Con un metodo sicuro alle spalle, è più facile rialzarsi quando si cade.

E se volete imparare anche voi ad essere più ordinate in casa, unitevi al gruppo casa: impariamo ad organizzarci