Archivi del mese: marzo 2016

Tutte scuse

Ogni tanto su facebook girano link bizzarri del tipo “I disordinati sono più intelligenti”, “Le persone pigre hanno un QI più alto della media”, “Non rifare il letto fa bene alla salute” tutti articoli seguiti da spiegazioni scientifiche assolutamente accreditate dalla tale facoltà di ricerca americana che tanto nessuno andrà a confutare e si gongolerà per la scoperta appena fatta.
Il disordinato si compiace, il pigro trovano il motivo per rimanere tale e il letto rimarrà disfatto fino a sera per una presunta prescrizione medica.

Ma… nella realtà le cose non stanno così, il disordine infastidisce tutti, perdere tempo non piace a nessuno e il letto rifatto è tutta un’altra storia!!

Per anni ho avuto il letto disfatto per tutto il giorno, la sera tiravo lenzuola e coperte per cercare di sistemarlo un attimo prima di coricarmi e spesso lo facevo mentre ero già sdraiata sotto le coperte.
Odiavo e odio ancora coricarmi in un letto disfatto.
E allora perché non lo rifacevo durante il giorno??
Perché nella mia mente da perfezionista volevo fare le cose per bene e aspettavo di trovare il tempo durante la giornata per fare un letto “perfetto”.
E aspettando di trovare il tempo, il tempo passava inesorabile e alla fine dovevo coricarmi in un letto tutt’altro che perfetto, per dirla tutta, l’esatto opposto di perfetto!

Che stranezza, io che volevo la perfezione, alla fine mi dovevo accontentare di una cosa pessima.

Alla disperata ricerca della perfezione, o meglio, alla disperata ricerca del tempo per fare le cose perfettamente (tempo che non si riesce mai a trovare!!) rischiamo di diventare ogni giorno più disordinati.

Il letto perfetto

Anni fa, la mia concezione di “letto rifatto” era piuttosto complessa: per rifare il letto bisognava togliere coperta e lenzuola, scuoterle fuori dal balcone, lasciarle fuori per prendere aria, lasciar prendere aria al materasso, poi rifare completamente il letto.
Per fare tutto ciò ci va molto tempo e se la giornata ha diversi impegni, non sempre si trova il tempo per fare tutto questo lavoro.
Cominciai quindi a pensare “ora non ho tempo di togliere tutte le lenzuola , lo faccio dopo” e fu l’inizio di anni di letti disfatti dalla mattina alla sera.
Ho scoperto che per fare bene un letto, non c’è bisogno ogni volta di togliere tutto, che se proprio si vuol far prendere aria al letto, si tirano giù le lenzuola, senza sganciarle dal fondo ma solo portandole verso i piedi e mentre si va in bagno per prepararsi, il letto prende aria il tempo che basta per poi poterlo rifare in maniera super veloce tirando un pochino le lenzuola di sotto e sistemando quelle di sopra. In due minuti il letto è fatto!

E quando c’è il cambio di lenzuola, non serve che il materasso prenda aria per delle ore, il tempo di togliere le lenzuola, spalancare le finestre, mettere le lenzuola sporche in lavatrice andare a prendere quelle pulite, ecco che il materasso ha arieggiato a sufficienza e possiamo rifarlo subito!!

Aboliamo il perfezionismo dalla nostra vita, è quello che ci ha portate a rimandare giorno dopo giorno lavori anche semplici come rifare il letto!!

Che senso ha rifare il letto?

Questa è la domanda che si pongono in molti.
Vi faccio un esempio.
Immaginate di andare in un albergo, entrate in camera e trovate il letto completamente disfatto con le lenzuola arruffate i cuscini spostati, le coperte appallottolate.
Cosa fareste? Andreste subito a lamentarvi.
Ma ecco la sorpresa, la cameriera ai piani vi risponde placida “ma no, tranquilli, le lenzuola sono pulite, ma ho pensato che non aveva senso rifare il letto per bene, tanto poi dormendo lo disfate”.
Ci tornereste in un albergo così?
Pensate che a casa vostra dovete tornarci tutti i giorni per forza!
Allora perché non coccolarvi con un piccolo gesto che vi occupa solo due minuti la mattina?

Ma, è davvero così importante un letto rifatto subito?

Io penso di si.
Rifare il letto subito ha dei veri benefici.
Se il disordine è una cosa che non sopportiamo più, rifare il letto ci permette di avere immediatamente una parvenza di ordine nella nostra camera e questo ci da subito un senso di benessere.
Rientrare stanchi a casa dopo una giornata di lavoro e trovare una camera accogliente, un letto rifatto, ci fa godere meglio il nostro meritato riposo.
Rifare il letto la mattina fa bene alla nostra salute mentale, entrare in una camera col letto rifatto da buon umore, infonde relax!

L’ordine attira ordine

Se stiamo cercando di migliorare la nostra condizione di disordinati cronici, acquisire la buona abitudine di rifare il letto la mattina, ci aiuta a riordinare la nostra camera, vedendo il letto rifatto ci verrà quasi spontaneo togliere altro disordine o evitare di farne ulteriore.

E ora, niente scuse, che dite di andare a sistemare il letto? Ci meritiamo questa coccola!

Buona sera amiche e amici!!

Vi ho già parlato del kakebo e oggi voglio farvi un mega regalone… un kakebo gratuito da scaricare e stampare!!
È stato creato appositamente per unamicaperlacasa.it!!
Curato nei minimi dettagli e studiato per essere utile, versatile e adattabile ad ogni esigenza!!

Vi presento… rullo di tamburi…
AMIKAKEBO, l’agenda amica del risparmio!!

Ma, bando alle ciance, vi spiego subitissimo come funziona!!

Piano mensile

Questo è il modulo mensile, da stampare uno per ogni mese.

amikakebo_piano_mensile1

1 Amikakebo è un agenda perenne, quindi per aggiornare il modulo mensile, si deve innanzitutto segnare il mese in cui andremmo ad utilizzare il modulo.

2 PROMEMORIA: questa è la colonna calendario, per segnare scadenze di bollette, rate, mutuo, compleanni, anniversari, scadenze di tasse varie e tutto ciò che comporta una spesa e va tenuto sotto controllo.
E’ buono segnare in anticipo queste scadenze e controllarle il mese prima in modo da potersi organizzare eventualmente mettendo da parte la somma che ci occorre per affrontare le spese.

3 ENTRATE: in questa colonna andremmo a segnare tutte le entrate del mese corrente. Se le conosciamo in anticipo le segneremo ad inizio mese, se prendiamo uno stipendio fisso ma non conosciamo l’importo preciso, possiamo mettere quello della busta paga precedente e aggiornare l’importo al ricevimento della busta paga del mese in corso. Se non abbiamo entrate fisse possiamo segnare gli importi man mano che li riceviamo o segnare un importo ipotetico in base al totale del mese precedente, oppure mettere via tutte le entrate e segnarle come importo totale nel mese successivo. In oltre, in questa colonna segneremo entrate extra date da regali di compleanno, buoni pasto, vendita di un oggetto, vincite…etc..

3A Nella casella del fondo scriviamo l’importo totale delle nostre entrate.

4 USCITE FISSE: Questa è la colonna per segnare tutte le uscite fisse, mutuo, affitto, rate varie, bollette di luce, gas, acqua, abbonamenti ai mezzi di trasporto (se non sono occasionali), abbonamento del telefono fisso e mobile. Insomma, tutte quelle spese di cui conoscete più o meno l’importo e che vanno affrontate tutti i mesi senza fare eccezioni. possiamo anche “rateizzare” gli importi di quelle spese che affrontiamo poche volte all’anno in modo da facilitarne la gestione. Ad esempio l’assicurazione auto che va pagata una o due volte all’anno, dividiamo l’importo per 12 o 6 mesi e mettiamo da parte tutti i mesi l’importo rateizzato in modo da avere la cifra intera quando arriverà il momento di pagare l’assicurazione e non dover tirare fuori un importo eccessivo tutto in una volta.

4A Nella casella del fondo segniamo la somma di tutte le uscite fisse.

5 BUDGET: In questa mezza colonna segniamo gli importi che vorremmo destinare alle varie spese da affrontare durante il mese. Ad esempio potremmo stabilire un budget per la spesa alimentare, uno per i prodotti di igiene, un budget per lo shopping di vestiti, uno per le spese al bar. Stabilire dei budget per le varie spese che facciamo abitualmente ci aiuterà a tenere sotto controllo le uscite in maniera più precisa.

5A Segniamo l’importo totale di tutti i budget.

5B OBIETTIVI questa metà colonna serve per annotare ciò che abbiamo intenzione di risparmiare e in che modo vogliamo farlo. Ad esempio mettendo semplicemente da parte dei soldi appena riceviamo lo stipendio, o rinunciando ad una spesa che riteniamo superflua. Segniamo le nostre intenzioni di risparmio e, se possiamo,  mettiamo via subito l’importo prestabilito. andiamo a rileggere queste annotazioni durante la settimana così l’impegno diventerà più serio!

5C Segniamo la somma degli obbiettivi di risparmio.

5D In questa casella scriviamo il totale dei budget più gli obbiettivi

6 SPESE DEL MESE: questa colonna è da aggiornare alla fine di ogni settimana con l’importo totale di tutte le spese affrontate durante la settimana (escludendo le spese fisse che abbiamo già segnato nella colonna 4)
Scriviamo ogni settimana l’importo che abbiamo utilizzato per le varie spese.

6a In questa casella, a fine mese, scriviamo la somma di tutti gli importi delle settimane in questo modo avremmo il totale speso durante tutto il mese.

7 E ALLA FINE… : questa colonna serve per fare un resoconto del mese appena passato, scrivere in cosa si può migliorare, quali spese vanno riviste, se siamo riusciti a rimanere nei vari budget e se abbiamo conservato la somma prevista negli obiettivi, vi consiglio di scrivere anche frasi incoraggianti che aiutano a migliorare!

7A: In questa casella segniamo la cifra che ci è rimasta a fine mese, ovvero il nostro effettivo risparmio!

le caselle 3A, 4A, 5D, 6A e 7A, formano un calcolo:
Le entrate (3A) meno le spese fisse (4A) danno come totale una cifra (5D) che è la somma del budget più il risparmio. Questo importo (5D), sottratto alle spese effettuate durante il mese (6A) ci da come risultato quello che ci è rimasto alla fine del mese (7A).

Piano settimanale

Ora vi spiego come funziona il cuore dell’amikakebo, ovvero, il piano settimanale, un modulo che va aggiornato costantemente giorno per giorno segnando gli importi rigorosamente a mano, perché e segnare su carta che rende il kakebo efficace, è il segnare a mano che ci rende consapevoli del nostro andamento economico.

Ecco il piano settimanale, ne stampate tanti quante sono le settimane presente nel mese che andrete a rendicontare.amikakebo_piano_settimanale1

Per praticità, l’amikakebo è stato creato con piani settimanali che iniziano il lunedì e finiscono la domenica.

1 Per una migliore gestione dell’amikakebo, in questo spazio, andremmo a segnare il mese al quale si riferisce  il piano settimanale che stiamo compilando.

2 Questo spazio segniamo la settimana del mese al quale si riferisce il piano settimanale che stiamo compilando.

3 VOCE: In questa riga segniamo tutte le voci inerenti al nostro menage familiare.
Abbiamo a disposizione otto colonne per suddividere le nostre spese in otto voci.
Una volta deciso come vogliamo catalogare le nostre spese, segniamo in cima ad ogni colonna il nome della voce inerente alla spesa.
Un’idea su come suddividere le spese potrebbe essere questa:
-Spese di sopravvivenza (alimentari, prodotti per la pulizia della casa, prodotti per la cura della persona, spesa carburante, farmacia, spese per figli… )
-Optional (tutte le spese non necessarie, quindi bar, ristorante, discoteca, tabacco… )
-Cultura (libri, musica, cinema, giornali… )
-Extra (tutte le spese necessarie ma non abituali quali regali, riparazioni di casa e macchina, arredamento, viaggi… )
-Accantonamenti (utilizziamo una colonna per segnare tutti i soldi che stiamo accantonando con un’ assicurazione, col piano delle 52 settimane, o mettendo semplicemente nel salvadanaio…)
Possiamo utilizzare le colonne restanti per segnare spese specifiche (la sola spesa alimentare, il tabacco, il carburante o qualunque altra spesa che vogliamo tenere sotto controllo).

4 BUDGET: Avere un budget per ogni voce ci aiuta a migliorare le nostre uscite, assegnando un budget indicativo per le varie voci, riusciremo a gestire meglio le nostre finanze: Assegnare un Budget ci aiuta a spender meglio i nostri soldi!

5 TOTALI: in questa colonna segniamo tutti i totali
La prima casellina è per il totale dei vari budget che abbiamo a disposizione, se abbiamo fatto bene le suddivisioni, deve coincidere con la casella 5A del modulo mensile.
Le altre caselle dei totali 
 sono le somme delle spese fatte ogni giorno.
Quindi nella prima casella grande è il totale speso lunedì, la seconda il totale di martedì e così via fino alla domenica.

6 MOVIMENTI CARTE: Questa colonna è un promemoria per segnare tutte le volte che utilizziamo una carta di credito, un bancomat o facciamo un pagamento on line.
Come potete notare è separata del resto del piano settimanale perché non va sommata alla settimana, ci serve solo per tenere traccia dei movimenti che facciamo senza l’utilizzo di contanti.
A fine colonna c’è un riquadro per segnare il totale di tutti i movimenti. Questo può essere utile specialmente se utilizzate carte di credito per tenere sotto controllo l’importo che verrà sottratto dal conto corrente nel mese successivo.
Gli importi che scriverete in questa colonna dovranno comunque essere riportati anche nel piano settimanale sotto la voce corrispondente alla spesa effettuata.

7 HO SPESO: In questa riga segniamo il totale speso per ogni voce. È un totale da fare a fine settimana e ci aiuta a capire se stiamo spendendo troppo per una determinata voce o se sta filando tutto liscio.

8 MI RESTA: In queste caselle segniamo il budget che ci rimane a disposizione a fine settimana per ogni voce.
Ad esempio, se a inizio mese abbiamo stabilito 500€ per gli alimentari, in settimana abbiamo speso 100€ per questa categoria, ci rimarranno 400€ a disposizione per il resto del mese.
Questo importo lo segneremo nella casella 4 della settimana successiva nella voce prestabilita.
E così per ogni voce che abbiamo.

E ora non ci resta che aprire l’ amikakebo (cliccate sulla voce), stamparlo e …buon risparmio a tutti!!

E se volete imparare ad utilizzare meglio il kakebo e confrontarvi con altri kakebisti, unitevi al gruppo Kakebo Italia: impariamo a risparmiare

 

Roba da film

Avete presente quando nei telefilm americani si fanno le riunioni di famiglia per stabilire delle regole, per decidere delle cose tutti assieme?
Io le ho sempre trovate delle “americanate”, quelle cose che solo in America funzionano e solo nei telefilm.
Però, sapete com’è, quando la situazione diventa tragica, ci si affida a qualunque cosa.
E così, dopo aver conosciuto FlyLady, mi son resa conto che se volevo vedere realmente dei cambiamenti in casa, non potevo tenere il metodo solo per me, dovevo condividerlo con la famiglia, perchè io avevo appena imparato a far brillare il lavello, ma se nessuno sapeva di questa mia scoperta, non faceva nessuna attenzione e in un batter d’occhio il lavello era punto e a capo.
Io avevo imparato a spegnere gli hot spot, ma nessuno sapeva di questa cosa, quindi in men che non si dica “evvai, un piano d’appoggio libero..riempiamolo di cose!!”.
Io avevo imparato a preparare i vestiti per il giorno dopo ma, a che serviva essere prontissima quando il resto della famiglia era ancora in cerca delle calze??
E così ho annunciato “domani riunione di famiglia!”

Coinvolgere i figli

Premetto che la riunione la feci solo con i miei figli (sono 3, di 12, 11 e 6 anni, mio marito era fuori da alcuni mesi per lavoro)
Ho spiegato loro cosa stavo facendo, che esistevano missioni anche per loro, ho ripreso in mano tutti i Baby step e li ho fatti con loro, ogni giorno ne leggevamo uno e cercavo di trovare il modo che potesse adattarsi anche a loro.
Ad esempio al primo baby step non ho fato pulire il lavello a loro, ma ho spiegato che per mantenerlo pulito dovevano collaborare mettendo le stoviglie che usavano durante la giornata direttamente in lavastoviglie.
Col secondo ho spiegato l’importanza di vestirsi decentemente anche in casa, che se un loro amico avesse suonato alla porta potevano aprire senza vergognarsi.

L’aiutante del giorno

Ho in oltre stabilito delle regole extra, loro sono 3 e ogni volta che chiedevo ad uno di loro di darmi una mano, trovavano sempre una scusa “ti aiuto sempre io”, “sono stanco”, “ho da fare”… etc… etc…
Allora abbiamo stabilito che ogni giorno uno di loro doveva farmi da aiutante.
I giorni della settimana son 7, loro son 3, così ho fatto in modo che ognuno di loro mi aiutasse per due giorni (non consecutivi, così è meno stressante essere aiutanti) e il settimo giorno faccio da sola senza aiuti.
Ho anche spiegato l’utilizzo del timer, lo impostavo per 5 minuti e dovevano girare casa raccogliendo le loro cose.
Tutto è andato bene per due mesetti, poi un trasloco e l’inizio della scuola hanno fatto perdere le buone abitudini, così ho deciso di ripetere la riunione di famiglia. Abbiamo ristabilito le regole, e riadattato tutto ai nuovi ritmi, l’hanno presa bene anche la seconda volta.
Ogni tanto, con i cambiamenti degli impegni, con l’arrivo di nuove abitudini e per via dei vari imprevisti, le regole vanno rinfrescate e quindi di tanto in tanto bisogna ristabilire la situazione con una nuova riunione.

Provate anche voi, tentar non nuoce!!

Tempo fa, chiacchierando con una ragazza sulle faccende domestiche e gli impegni da mamma, lei mi disse una cosa:
“Al mio primo marito avevo detto che in casa non avevo bisogno di aiuto, che avrei pensato a tutto io e così mi ammazzavo di lavoro per star dietro a tutto, quando sposai il secondo marito, misi subito le cose in chiaro dicendo che non sapevo fare tutto e che avevo bisogno di aiuto”
Li per li non mi piacque quello che disse, pensavo che avesse “imbrogliato” il secondo marito solo per non star dietro ai lavori domestici, pretendendo l’aiuto del marito.
Col tempo capii che tutto sommato la ragazza non aveva tutti i torti.

Il multitasking è una fregatura

La società impone alla donna l’appellativo di “multitasking”.
La donna sa fare tutto, la donna riesce a fare più cose contemporaneamente, facendo credere alla donna stessa che se non riesce a fare tutto, forse non è una brava donna, forse ha qualcosa che non va.
E’ bello, quando raccontiamo quello che facciamo durante il giorno, sentirci dire “wow, ma sei wonderwoman!!”…quanto ci fa gongolare questa frase, quanto ci piacciono i complimenti?….quei complimenti che poi ci si ritorcono contro quando torniamo a casa e vediamo che in realtà non siamo riuscite a fare tutto, che la casa è un disastro, che la cena non è mai pronta, che nei cassetti non c’è bucato pulito e pensiamo di non essere delle brave donne, pensiamo che le altre riescono in tutto e noi no. Ecco, in realtà nessuna donna riesce in tutto, o meglio, tutte le donne hanno dei limiti e più di un certo tanto di cose non riescono a fare, nessuna donna può star dietro a tutta la mole di lavoro che c’è da fare in una casa e, a volere far troppo si rischia di fare poco e pure male con conseguente frustrazione. Per carità, ci son donne super organizzate che fanno molto, ma anche loro hanno dei limiti, ed essendo organizzate sanno bene che non possono fare più di tanto e lo mettono in conto… e poi ci siamo noi “disorganizzate”, che l’organizzazione non sappiamo bene come sia fatta e che vorremmo fare di tutto e di più e rischiamo di fallire.

Ingannare se stesse

Ripensando alla frase di quella ragazza, lei non ha ingannato il secondo marito dicendo che non sapeva fare tutto, in realtà aveva ingannato se stessa (e il primo marito) dicendo che poteva fare tutto, quando non era assolutamente vero, perchè nessuno riesce a fare tutto, tutti abbiamo bisogno di aiuto, tutti abbiamo dei limiti e più di un certo tanto di compiti non possiamo svolgere. Con questo non voglio dire che non dobbiamo impegnarci, che con la scusa che non possiamo fare tutto, non facciamo più nulla. Intanto dobbiamo imparare ad organizzarci e per farlo è indispensabile imparare i compiti un passo per volta.

Ci va piano va sano e va lontano

Marla (FlayLady) è stata geniale nella costruzione dei Baby step.
Quante di noi nel leggerli hanno pensato di poterli fare tutti in un giorno?
“Ma dai, che ci va? So pulire il lavello, so fare il letto, so lavarmi e pettinarmi, so mettere le cose in lavatrice, ora mi metto e faccio tutto in due giorni”
Sbagliato! noi non siamo in grado, se c’è troppo caos, di fare tutto in una volta, non siamo super donne, se in casa c’è troppo da fare, l’unico modo per sistemare è farlo poco per volta e solo dopo aver appreso uno step possiamo aggiungerne un’altro, solo dopo aver capito come si svolge un compito possiamo aggiungerne altri. Abbiamo dei limiti e non è un handicap, è la normalità! Siamo esseri umani, per imparare le cose dobbiamo farne una per volta, del resto è così da quando nasciamo, non possiamo pretendere che da adulti la cosa cambi.
Non per questo dobbiamo scoraggiarci, la cosa belle è che una volta appreso un compito, possiamo migliorare aggiungendone un’altro e una volta che la nostra giornata è piena di compiti, dobbiamo ricordarci di lasciare uno spazio per il riposo e non dobbiamo pretendere troppo da noi stesse, c’è un limite a tutto, anche ai compiti da svolgere, se ci accorgiamo che le cose da fare sono davvero tante e nessuna può essere esclusa, allora dobbiamo farci aiutare.

Manager in casa nostra

Pensiamo ad un’azienda, sicuramente quando un’azienda nasce sarà composta da una sola persona, quando comincia ad arrivare lavoro, quella persona si metterà d’impegno per svolgerlo, ma se il lavoro aumenta è ovvio che dovrà assumere un dipendente che si occupi del lavoro extra. Il più grande e bravo manager ha un mucchio di persone che lo aiutano perchè da solo farebbe ben poco. Noi siamo manager nella nostra casa e affinché le cose funzionino per bene dobbiamo farci aiutare.
Ai miei figli e a mio marito dico sempre “volete roba pulita nei vostri cassetti?? Io non pretendo che voi laviate e stendiate le vostre cose, quello lo faccio io, ma voi dovete mettere le vostre cose nel cesto della roba da lavare perchè non posso passare il mio tempo a raccattare indumenti in giro per casa. Se volete biancheria pulita, dovete aiutarmi e portarla nel cesto da lavare.”
E così per tante altre cose, se deleghiamo almeno le piccole faccende, avremmo più tempo per svolgere al meglio i nostri compiti.

Non siamo wonderwoman

Noi abbiamo dei limiti, facciamocene una ragione, se vogliamo migliorare l’andamento della casa non dobbiamo cercare di oltrepassare i nostri limiti, ma sfruttare al meglio le nostre capacità.
Spesso sento dire “l’unico modo per poter fare tutto è avere una giornata di 48 ore ” e visto che giornate di 48 ore non esistono, ci si demoralizza sapendo che non si può fare tutto. Ebbene, io ho la soluzione, se si vuol fare tutto in 24 ore, basta fare meno, basta prendere meno impegni e farsi aiutare li dove non possiamo noi.

Non serve essere wonderwoman per avere tutto sotto controllo, basta organizzare giornate a portata di essere umano.

Buongiorno amiche.
Oggi parliamo sul tempo che ci vuole a riordinare qualcosa, che si tratti di tutta la casa o di un solo cassetto di una scrivania, che si tratti del garage o dell’auto, ragioniamo sul tempo che ci vuole a sistemare.

Vi sarà sicuramente capitato di aver individuato un angolo di casa da riordinare e, valutando l’entità del disastro, abbiate pensato che “minimo mi ci va mezza giornata a riordinare, ora non ho tempo, lo faccio un’altra volta”
E così il disordine rimane li, e magari col passare del tempo aumenta.

Avere l’occhio più grande della pancia

Conoscete il detto “avere l’occhio più grande della pancia”?
Quando avete una fame bestia e guardando la teglia di lasagne da 12 porzioni pensate “me ne mangio almeno la metà!” e invece, dopo la prima abbondante porzione, c’è posto a malapena per un altro mezzo piatto e poi vi sentite così sazi che dovete sbottonarvi la cintura dei pantaloni… dov’è finita tutta quella fame?
Capita anche col disordine, vedete caos e pensate che per riordinare vi ci vorrà almeno mezza giornata, ma se provaste a sistemare, vi accorgereste che ci va molto meno di quel che pensate, ve lo posso garantire!!

Procuratevi un timer

Vi racconto un episodio accaduto in casa mia.

Protagonisti : Io, mio figlio e il mio amico timer!

Era oltre una settimana che guardavo i cassetti dei miei figli e pensavo che fosse ora di sistemarli, quindi ho cominciato da quello del figlio maggiore, l’ho chiamato e gli ho chiesto:
“Secondo te quanto ci va a sistemare la tua cassettiera? ”
Lui ha aperto i cassetti, ha frugato per capire quanto fossero in disordine e ha risposto
“Un’ ora”
“Pensi sia molto?”
“si”
mi sono allontanata dalla camera per prendere il timer
“No mamma, il timer no!!”
Aveva capito che non mi sarei limitata alle domande, dovevamo proseguire e sistemare!
“Ok e secondo te, quanto tempo pensi sia giusto dedicare per sistemarli?”
“Due minuti a cassetto!”
“ok, quindi 6 minuti (i cassetti son 3), e vorresti dedicare 6 minuti a sistemare i cassetti?”
“No”
“E quanti minuti saresti disposto a dedicare?”
“due!”
“ok, impostiamo il timer su due minuti!”

Abbiamo impostato il timer e cominciato a sistemare, il timer è suonato e noi dovevamo finire di sistemare solo due cosine
Forse ci abbiamo impiegato tre minuti invece che due, sta di fatto che dopo pochi minuti, e non dopo un ora come aveva pensato mio figlio, il cassetto era in ordine.

E la cosa vale anche per noi, quando vediamo una cosa da fare, stabiliamo un tempo da dedicare alla faccenda e puntiamo il timer. Capiterà spessissimo di avere piacevoli sorprese nel vedere che ci va meno di quel che avevamo pensato!!

Quanto amo il timer!